Tolkien redux
È uscito oggi negli Stati Uniti The Children of Húrin, postuma e presumibilmente ultima installazione tolkeniana. Ricostruito assemblando appunti sconnessi e oscuri tenuti da Tolkien a partire dal 1918, espande ed integra la storia dei figli di Húrin già accennata nel Silmarillion e in altre antologie di materiale vario. Come per queste antologie, il lavoro di ricerca è stato effettuato dal figlio Christopher, anch’egli oramai ottantenne.
Premessa: il Silmarillion ho provato a digerirlo ma è uscito in rigetto dopo poco più di cento pagine. Insopportabilmente lento ed oscuro. Se voglio leggermi materiale del genere, francamente, qualche Vecchio Testamento in casa ce l’ho, ed è ben più piccante. Tutto ciò suona strano detto da me, che mi ritrovo non raramente (anzi, sarà argomento di un futuro post) a fantasticare su storie epiche e dalle proporzioni bibliche. Sarà che sono interessanti solo se partono della propria noia, e insopportabili se eiaculazioni altrui—anche quando l’altrui è niente popo’ di meno che John Ronald Reuel Tolkien?
Da quello che si dice in giro, però, I figli di Húrin ha poco in comune con i pastiche passati. 300 pagine, innanzitutto: un libercolo, leggibile in una sola seduta (al cesso), per i parametri tolkeniani. 30 anni di lavoro per rifinire, lustrare e tagliare il superfluo. Non ho altre statistiche che comincino per 3: spero bastino le prime due.
La mia paura è semmai che sia successo l’opposto, ovvero che a forza di voler rendere il romanzo “appetibile al grande pubblico” si sia proceduti ad una sistematica de-tolkienizzazione tale da rendere il lavoro indistinguibile dalla massa dell’insipida letteratura fantasy di oggi. Già il titolo è sospettoso: sarei stato molto più tranquillo con qualcosa come Húrin’s Kin. Insomma, se mi ritrovo in mano un Martin—depurato di quei fantastici periodi interminabili e delle parentesi che avvolgono paragrafi, con al loro posto gratuiti colpi di scena, dungeon à la D&D (non me ne vogliano i giocatori di ruolo) e sesso con nane barbute—dicevo, sarò profondamente amareggiato.
Dubbi a parte, il libro è stato ordinato ed è in arrivo. Considerati i tempi medi di questo blog (ed anche, ultimamente, quelli di lettura) prima di settembre—data d’uscita dell’edizione italiana, curata da Bompiani—una recensione dovrebbe esserci. Non contateci troppo, ad ogni modo.
DavideCaci wrote:
Il Silmarillion l’ho finito, anche se non mi è molto piaciuto. Secondo me si vede che non c’è la mano di Tolkien (J.R.R.), ma sono sue solo le idee: anche nel Signore degli Anelli alcuni passaggi sono potenzialmente noiosi, ma la sua verve narrativa li rende intriganti. Quindi, che dire…Aspettiamo, magari sarà meglio del Silmarillion, anche se dubito che possa arrivare allo splendore narrativo (un linguaggio ricercato, aulico, ma scorrevole e piacevole) del S.d.A…
Posted 19 Apr 2007 at 8:04 am ¶